Certified Origins studia la salute del suolo e investe sulla trasparenza dei dati

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By Certified Origins — August 31, 2026

 

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La richiesta di trasparenza da parte dei buyer internazionali e’ in crescita.

Per rispondere a normative, aspettative dei consumatori e consolidare le filiere di approvvigionamento, la maggioranza dei retailer su scala globale sta esigendo dai propri fornitori il rispetto di criteri di tracciabilità sempre più rigorosi: dati accurati, l’indicazioni sui livelli di emissioni di carbonio e dettagli sulle pratiche sostenibili implementate.

Di fronte a questa evoluzione del mercato, e consapevoli delle stime ISPRA secondo cui il 32% dei terreni agricoli italiani rischia il degrado entro il 2030, abbiamo intrapreso l’iniziativa di riunire esperti da diversi settori professionali per capire come l’agricoltura rigenerativa possa rendere la filiera alimentare più solida e, allo stesso tempo, più redditizia per gli agricoltori Italiani.

Ne è nata una tavola rotonda, “Resilienza Agricola e Carbon Farming: Praticità e Redditività“, moderata da Marta Sas, Sustainability Manager di Certified Origins, con Ivano Assenza di Regenalia, Luca Brenna di Tersan Puglia e Francesco Musardo di Radica.

Dal confronto è emerso un quadro chiaro: pratiche rigenerative, biofertilizzanti e crediti di carbonio certificati a livello europeo possono davvero rigenerare suoli impoveriti, rispondere alle nuove richieste di trasparenza e, soprattutto, trasformare la sostenibilità ambientale in un vantaggio economico concreto per i produttori.

Sul tema della salute del suolo, Tersan Puglia ha portato dati alla mano: in un progetto pilota condotto per un anno in un oliveto pugliese, una sola stagione di applicazione di biofertilizzanti ha fatto crescere l’attività biologica del suolo dell’80%. Un terreno più “vivo” assorbe meglio i nutrienti, resiste meglio alle malattie e restituisce frutti dal profilo nutrizionale e organolettico superiore, con ricadute dirette sia sulla resa agricola sia sulla capacità di soddisfare i severi standard di approvvigionamento richiesti dai buyer globali.

Sul fronte carbon farming, Regenalia ha spiegato come le pratiche rigenerative permettano di generare crediti di carbonio verificati secondo il Carbon Removal Framework dell’UE: un sistema che consente agli agricoltori di misurare quanta CO2 viene sequestrata nel proprio terreno e di vendere questi crediti certificati a chi cerca di compensare il proprio impatto ambientale.

Un modello che, del resto, è già realtà: in Puglia, una cooperativa olearia trasforma gli scarti della molitura in biofertilizzante, li restituisce alla terra e certifica il carbonio così sequestrato come credito negoziabile. Il risultato è un processo a ciclo chiuso, tracciabile dall’origine fino al mercato.

“Colmare la distanza tra rigenerazione ecologica e sostenibilità economica dimostra che il futuro dell’agricoltura sostenibile non è una promessa lontana: è già qui, ed è redditizio”, ha commentato Marta Sas, Sustainability Manager di Certified Origins.

La registrazione completa del webinar è disponibile in italiano e in spagnolo.

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